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Athanor · Dalla biblioteca · soglia libera Riferimento

Enneadi

Plotino


Le Enneadi raccolgono gli scritti di Plotino (204-270 d.C.): 54 trattati divisi in 9 gruppi di 6, da cui il nome (ennea, nove). L'edizione fu curata da Porfirio, il suo principale discepolo, che scrisse anche la Vita di Plotino spesso inclusa nelle edizioni. Per la scuola sono il fondamento filosofico di tutta la biblioteca: chiudono il percorso «La filosofia perenne», ma quasi ogni altro testo della biblioteca, lo sappia o no, discende da qui. Questa pagina raccoglie il lavoro del curatore sul libro, non il libro.

Di cosa tratta

Il sistema filosofico di Plotino, il Neoplatonismo, è costruito su tre principi fondamentali, le Ipostasi, più il loro limite inferiore.

L'Uno: il principio assoluto, al di là dell'essere e del pensiero. Non è «un ente» tra gli altri: è la condizione di possibilità di ogni ente. Non può essere predicato, non può essere pensato (perché il pensiero implica distinzione tra soggetto e oggetto), non può essere nominato. Ci si può solo avvicinare negativamente (via apofatica) o attraverso l'esperienza diretta dell'henosis, l'unione.

Il Nous (Intelletto): la prima emanazione dell'Uno. È il pensiero che pensa se stesso: il pensiero e il suo oggetto sono identici. Nel Nous abitano le Idee platoniche, le forme eterne di tutte le cose. È il piano della perfezione intellettuale, della bellezza assoluta, della conoscenza senza mediazione.

L'Anima: la seconda emanazione. L'Anima cosmica è il principio vivente che anima l'universo fisico, la «natura» come essere intelligente. L'anima individuale è una particella dell'Anima cosmica, capace di salire verso il Nous e l'Uno (contemplazione) o di scendere verso la materia (caduta).

La Materia: il limite inferiore dell'emanazione; non propriamente un'Ipostasi, ma il punto estremo della lontananza dall'Uno. Non è «cattiva» in senso morale: è semplicemente la massima distanza dalla pienezza dell'Uno.

«L'Uno è perfetto perché non cerca nulla, non ha nulla, non ha bisogno di nulla. Essendo traboccante, produce altro da sé; ma questo altro non diminuisce l'Uno.»

Plotino, Enneadi, V.2

I trattati più importanti

I.6, Sul Bello: uno dei testi più accessibili e potenti. La bellezza come presenza dell'Uno nella materia: non solo piacere estetico, ma contatto con il trascendente.

III.8, Sulla contemplazione: tutta la natura contempla. La pianta contempla la terra, l'animale il proprio desiderio, l'uomo le idee, il Nous se stesso; l'Uno è al di là della contemplazione. Il testo in cui la lingua di Plotino si tende di più.

IV.8, La discesa dell'anima nei corpi: perché l'anima scende nella materia? Non come punizione, ma come necessità cosmica: l'anima porta luce nei luoghi più oscuri dell'emanazione.

V.1, Le tre Ipostasi principali: presentazione sistematica del sistema. Il punto di partenza consigliato per chi legge le Enneadi per la prima volta.

V.3, Sulle Ipostasi che conoscono e su ciò che è al di là: il trattato più difficile del gruppo. Come il Nous si conosce? Cosa c'è al di là del Nous? La risposta di Plotino è di una radicalità filosofica raramente eguagliata.

VI.9, Sull'Uno e il Bene: il trattato finale della collezione, cronologicamente uno degli ultimi. Descrive l'unione con l'Uno (henosis), il vertice del percorso spirituale plotiniano.

I temi

  1. L'emanazione come struttura della realtà: la realtà non è creata da un atto di volontà divina, come nel Cristianesimo: è emanata necessariamente dall'Uno come la luce dal sole. Questa emanazione è eterna, non avvenuta in un momento storico.
  2. Il ritorno come via spirituale: la vita spirituale è il percorso inverso dell'emanazione, dall'anima individuale verso il Nous, e da lì verso l'Uno. Non è fuga dal mondo: è riconoscimento della propria origine.
  3. Il Bello come via d'accesso: la bellezza è la traccia del Nous nella materia. Chi ama la bellezza è già sulla via del ritorno: non deve fare molto di più che approfondire e purificare questo amore.
  4. La contemplazione come attività suprema: l'attività più alta non è l'azione ma la contemplazione. L'uomo politico, il guerriero, il filosofo: tutti «agiscono» perché non riescono a stare nella contemplazione pura. Ma il Nous contempla eternamente, e l'anima umana può partecipare di questa contemplazione.

«Se vedete in voi stessi qualcosa di simile a quanto diciamo, afferratevi e salite, senza bisogno di altra guida: lasciate da parte tutto ciò che è estraneo e rivolgetevi all'interno di voi stessi.»

Plotino, Enneadi, IV.8

Come si legge

Non dall'inizio. I trattati sono stati messi in ordine da Porfirio secondo un criterio pedagogico che non è necessariamente il migliore per il lettore moderno.

Il percorso consigliato dal curatore:

  1. La Vita di Plotino di Porfirio: breve, illuminante.
  2. I.6, Sul Bello: accessibile e bellissimo.
  3. V.1, Le tre Ipostasi: la struttura di base.
  4. III.8, Sulla contemplazione: il testo più ricco.
  5. VI.9, Sull'Uno: il vertice, da rileggere più volte.

Ogni trattato, lentamente. Plotino pensa ad alta voce: segue i problemi dove lo portano, torna indietro, anticipa obiezioni, si contraddice apparentemente prima di risolvere la contraddizione a un livello più profondo. Non cercare la conclusione: seguire il pensiero.

Dove porta, dentro la biblioteca

Qui la scheda separa la discendenza diretta, i testi che storicamente derivano da Plotino, dai collegamenti tematici con tradizioni che non lo hanno incontrato.

Discendenza diretta

Dionigi Areopagita, Teologia mistica: Pseudo-Dionigi traduce Plotino in linguaggio cristiano. Le gerarchie angeliche sono le Ipostasi riformulate; la teologia apofatica, il Dio al di là di ogni predicato, è l'Uno di Plotino battezzato.

Eckhart, Dell'uomo nobile: il Seelengrund e la nascita del Figlio nell'anima sono plotiniani nel cuore, il ritorno dell'anima al suo fondamento divino.

Steiner: si riferisce esplicitamente a Plotino come precursore. La struttura delle Ipostasi diventa in Steiner la struttura dei «corpi» e delle «gerarchie».

Böhme, Aurora nascente (qui però convergenza strutturale, non discendenza): Böhme non aveva letto Plotino, ma intuì le stesse strutture in forma visionaria. L'Ungrund böhmiano occupa il posto dell'Uno plotiniano, il senza-fondo da cui tutto emerge.

Collegamenti tematici

Upanishad (convergenza strutturale): alla coppia Brahman/Atman corrisponde la coppia Uno/Anima di Plotino. Le due tradizioni, completamente separate, hanno sviluppato strutture quasi isomorfiche; Schuon lo usa come prova della Tradizione Primordiale.

Guénon: considera Plotino uno dei più puri esponenti della Tradizione Primordiale in Occidente, superiore per rigore metafisico a qualsiasi esoterico moderno.

Scaligero, Trattato del pensiero vivente (convergenza strutturale): il Nous di Plotino, pensiero che pensa se stesso, è la formulazione filosofica di ciò che Scaligero insegna come pratica.

Le domande che lascia aperte

Plotino afferma che la materia non è «cattiva», è solo il limite dell'emanazione. Ma nella pratica il Neoplatonismo tende all'ascetismo e alla svalutazione del corpo. C'è coerenza tra la teoria e la pratica? È il terreno della domanda 22 delle domande aperte: il corpo fisico è uno strumento o una prigione?

L'henosis, l'unione con l'Uno, è l'obiettivo del percorso plotiniano, e Plotino dice di averla sperimentata diverse volte. Come si concilia con la continuazione della vita ordinaria dopo l'unione? E come si distingue dall'auto-inganno? Quest'ultima è la domanda 5 delle domande aperte, nella sua forma più antica.

La struttura plotiniana (Uno, Nous, Anima, Materia) è emanazionista: tutto discende necessariamente dall'Uno. Il Cristianesimo è creazionista: Dio crea liberamente. Questa differenza è fondamentale o superficiale?

L'edizione Le edizioni complete con testo greco a fronte (Bompiani, Mondadori) superano le millecinquecento pagine e costano quanto tutti gli altri libri consigliati messi insieme. Per cominciare basta un'antologia: i trattati indicati sono I.6, V.1, III.8, VI.9.
Le voci di questa pagina nel lessico: Nous · Logos · Via apofatica · Tradizione Primordiale · Microcosmo
Il percorso di appartenenza

Le Enneadi sono l'ultimo dei quattro libri del percorso «La filosofia perenne», in «I primi libri». Il modo di leggere che chiedono è descritto in «Lo studio meditativo».

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