Athanor · Video · soglia libera

Il seme dell'utopia che nessuno vede

In breve

L'autore analizza il collasso simultaneo delle cinque grandi narrazioni dell'Occidente: la crescita economica infinita, la democrazia liberale, la scienza come fonte di senso, il progresso tecnologico emancipatore e la natura come magazzino illimitato. In questo «intervallo» storico, il video propone la creazione di «celle qualitative»: piccoli gruppi umani che coltivano la qualità dell'attenzione reciproca per generare una realtà condivisa e custodire il sapere essenziale.

Approfondimento del curatore

La diagnosi del video (il crollo simultaneo delle grandi narrazioni che hanno retto l'Occidente) è la stessa che la biblioteca esplora dal versante storico: il Tramonto dell'Occidente di Spengler con le sue stagioni delle civiltà, e la lettura di un'epoca di passaggio che attraversa Guénon ed Evola. Ciò che il video aggiunge è il tono: non il lamento per ciò che finisce, ma la domanda su cosa fare nell'intervallo, mentre il vecchio non regge più e il nuovo non è ancora nato.

La risposta (le «celle qualitative», piccoli gruppi che coltivano la qualità dell'attenzione reciproca) è di particolare interesse qui, perché descrive quasi alla lettera ciò che Athanor cerca di essere. Non un movimento di massa né una dottrina da diffondere, ma un fuoco lento custodito da pochi: il sapere essenziale che si trasmette dove le circostanze lo permettono. È la stessa intuizione con cui si chiude il saggio sul Cristo Cosmico, là dove si parla di custodire la qualità invece di inseguire la quantità.

Vale però una nota di equilibrio. La tentazione, in tempi di collasso percepito, è di scivolare nel disprezzo per il mondo e nell'elitismo del «pochi salvati». Le celle qualitative hanno senso come laboratori di attenzione, non come bunker. La biblioteca propende per la prima lettura: coltivare la qualità non per separarsi, ma per avere infine qualcosa di vero da offrire quando le circostanze lo permetteranno.

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